Pozzo

Nella casa in campagna non arriva l'acquedotto e nemmeno la fognatura. L'approvvigionamento idrico è affidato ad un pozzo artesiano, fatto scavare dal vecchio proprietario.
Anzi per la verità ci sono due pozzi scavato uno sotto l'altro. Il primo raggiunge la falda a circa 7 metri e contiene circa 50 cm d'acqua ed è largo circa 80-90 cm. Il secondo pozzo, o meglio sarebbe dire, la seconda falda acquifera la troviamo un paio di metri più giù e contiene, secondo le mie stime, almeno 3 metri d'acqua con una bocca di 10 cm di diametro. Per individuare il punto esatto del secondo pozzo era stato infilato, ad incastro, un tubo di plastica arancione di 10 cm, di quelli che si usano per gli scarichi.

Questa la foto del pozzo così come l'abbiamo trovato il primo giorno che abbiamo visionato la casa.
Si nota in primo piano il pozzo rotondo realizzato in tufo chiuso da un coperchio di ferro, Annesso al pozzo c'e' un locale tecnico realizzato in calcestruzzo. Sulla destra Giacomino che mi accompagnò in quella prima perlustrazione.

Pozzo 2014
Qui si vede lo sportello del locale tecnico anch'esso di ferro e chiuso da un lucchetto e Giacomo con la testa mozzata.

Pozzo 2014
Sul retro del locale tecnico si nota l'uscita dei tubi che servono l'impianto di irrigazione a goccia che attraversa tutto il lotto di terra. L'impianto era stato sicuramente concepito per irrigare la moltitudine di alberi e la siepe di pittosforo che costeggia da ambo i lati il viale d'ingresso. Ora quegli alberi sono diventati adulti e molto grandi e non richiedono irrigazione.

Pozzo 2014
Una parte di tali alberi sono stati da noi eliminati perchè costituivano una fitta foresta di abeti in parte secchi, altri troppo ravvicinati tra loro e rendevano eccessivamente ombroso tutto il giardino. Ancora oggi qualche albero di abete dovrà lasciare il posto a piccoli alberi da frutto che ho già piantato e che dovranno avere in fase di crescita la possibilità di prendere il sole.

Tornando al nostro pozzo, nel locale tecnico ci  sono due elettropompe di superficie che vanno a pescare tramite dei lunghi tubi di ferro l'acqua del pozzo più profondo. La pompa che serve i rubinetti di casa e del giardino è collegata a due vasi di espansione da 24 litri ciascuno, comandati da un pressostato. La seconda pompa invece è direttamente collegata all'impianto di irrigazione a goccia.

Entrambi gli impianti sono comandati dal quadro elettrico di casa da due interruttori magneto-termici.

Questa è la situazione che abbiamo trovato al nostro arrivo. Diciamo che tutto funzionava abbastanza bene. L'acqua arrivava ai rubinetti con una buona pressione. L'impianto di irrigazione a goccia fondamentalmente non ci serviva a niente. O meglio, quando decisi di sfruttarlo per irrigare una piccola parte del giardino che avevo dedicato ai miei primi esperimenti di orticoltura, togliendo le tubature il plastica appese tra gli alberi e posandole sul terreno coltivato, essendo l'orto in fondo alla linea, di acqua ne arrivava poca, i fori che avevo fatto si otturavano, mentre i fori che c'erano già nei tubi, facevano zampillare l'acqua per ogni dove, mentre, su tutte le decine di metri a monte dell'orto, i giganteschi cipressi ricevevano per caduta, tramite l'ala gocciolante acqua di cui non avevano bisogno.

Siccome sono stato sempre fissato per i prati, volevo il mio prato, verde. Dalle nostre parti i prati richiedono molta manutenzione. E molta acqua. Senz'acqua da maggio in avanti diventano un deserto. Il primo lavoro che realizzai da solo fu l'impianto di irrigazione interrato per il prato. Ovviamente, da completo incompetente, prima studiai, su internet, poi ordinai tutto il materiale che mi sarebbe occorso. Cominciai a prendere familiarità con termini quali pressione e portata di acqua, diametro dei tubi, cm e pollici, una gran confusione ... e ancora elettrovalvole, timer, pop-up e .. non mi ricordo più quant'altro. Ero comunque fiero di avere imparato così tanto che mi faceva sentire importante quando spiegavo alla mia compagna come il tutto avrebbe funzionato. Feci l'ordine su internet e mi arrivò tutto. Il mio progetto era di comandare 6 pop-up con una elettrovalvola. Mi misi al lavoro sotto il benevolo sguardo di Claudia. Scavai a mano con la vanga tutto il percorso dei tubi che dovevo interrare, interrai i tubi, posizionai i pop-up, raccordi e tubazioni varie per collegarmi al più vicino rubinetto. Apertura del rubinetto e ... flop totale ... appena un rivolo d'acqua sgorgava dagli irrigatori. Evidentemente avevo sbagliato tutti i miei calcoli su pressione e portata d'acqua a disposizione.
Ecco come appariva il prato dopo aver interrato i tubi:
Impianto di irrigazione interrato - Febbraio 2015
Ovviamente, come al solito, nonostante i miei studi e la mia progettazione ... tutto da rifare!
Per fortuna che non mi perdo d'animo. Rismonto tutto e provo l'impianto con solo quattro irrigatori. Niente da fare. Pressione assolutamente insufficiente. Non mi perdo d'animo e provo con 2 pop-up. Finalmente esce fuori un bel getto. Nessun problema. Tempo e fatica sprecati ... ma in fondo è questo il bello del fai-da-te. Riprogettazione totale. Non più un impianto, ma tre impianti, con tre rubinetti e tre elettropompe separati. E vai! Al lavoro!
Considerando che ci potevo lavorare solo circa 1 giorno a settimana .. dopo circa un paio di mesi l'impianto era finito. Seminai pure l'erbetta su metà del prato, ma vuoi per la stagione ormai troppo avanzata, vuoi per la poca lavorazione del terreno, ma soprattutto a causa delle fameliche formiche il risultato non è stato un granchè. Siccome, però, sono uno che si accontenta, ero ugualmente felice di avere un prato, per quanto selvaggio e di un sistema per innaffiarlo.

Tutto ha funzionato bene per un anno. L'anno scorso cominciarono i primi problemi. All'inizio della primavera rimanemmo senz'acqua. Qualcosa non funzionava più nell'impianto. Io, da perfetto ignorante, non ero minimamente in grado di comprendere quale fosse il problema, né tanto meno provare a risolverlo.

Complice una situazione familiare-lavorativa che, da marzo a luglio,  non mi diede la possibilità di avere un minuto di tempo libero per dedicarmi alla casa di campagna, dovetti abbandonare al suo destino l'orto che avevo con tanta fatica preparato. Decine di piantine furono trapiantate e mai irrigate, altre rimasero sei semenzai abbandonate a se stesse, alberi da frutto che avevo impiantato l'inverno precedente, morirono per mancanza di acqua. Il prato era uno scempio. Solo erba secca e terra rossa.

Fortunatamente riuscii a trovare un magico uomo tuttofare che riuscì a sistemarmi, dapprima in maniera provvisoria e poi in maniera soddisfacente l'impianto. Ricordo che mi sostituì una palla (vaso di espansione) e credo anche il pressostato.

Diciamo che da luglio a settembre ha funzionato decorosamente.
All'inizio di questa primavera quando ho riprovato ad accendere ... flop ... pressione inadeguata .. assolutamente impossibile irrigare. Richiamo ancora il mio "magico" ... ma stavolta la magia non ha funzionato. Ci ha lavorato un bel po'. Niente. Sembra che il motore dell'autoclave sia ormai andato. L'acqua esce in maniera discontinua.

Stavolta però non voglio affidarmi alla "magia" altrui e mi avventuro nello studio delle pompe per estrazione acqua da pozzo. Voglio realizzare l'impianto da zero. Troppo forte il prurito alle mani.

Ma questo sarà argomento del prossimo post.

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